Particolare impegno sarà profuso dalla nostra Amministrazione alla salvaguardia dell’ambiente, con l’attuazione di un programma che preveda non soltanto l’attuazione della raccolta differenziata, ma anche un’opera di diffusione della cultura ambientale a cominciare dalle scuole.

Questi i punti cardine della pianificazione strategica:

  •  Potenziamento della Raccolta Differenziata e quindi diminuzione del conferimento di RSU in discarica. Sarà la sfida più grande da affrontare perché attualmente il servizio svolto dalla società in House del Comune (AKREA) è pagato dai cittadini, ma in realtà la società partecipata del Comune ha pochi mezzi e attrezzature;
  • Pianificazione del servizio di igiene nell’Ambito Territoriale Ottimale (ATO), che prevede la cooperazione dei quattro comuni più grandi della nostra Provincia. La nostra Amministrazione proporrà ai quattro comuni più grandi della Provincia di farsi carico di uno dei quattro impianti necessari per il trattamento dei rifiuti a valle della raccolta primaria e cioè: una piccola discarica pubblica, un impianto di trattamento dei materiali da valorizzare (plastica, metalli, vetro, cartone, etc.), un impianto per il trattamento dei rifiuti ingombranti e infine, un impianto per il trattamento della frazione organica. Questi quattro comuni sede di impianti potrebbero avere delle royalties proporzionali al disagio subito, mentre gli altri comuni pagherebbero costi più alti del servizio. In tal modo i costi del servizio di igiene nell’ambito della Provincia si ridurrebbero drasticamente rispetto quelli attuali praticati dalla Regione.
  • Cassonetti ad accesso controllato. Una seconda fase della raccolta differenziata dei rifiuti prevede cassonetti con sistemi informatizzati controllati da tessere. Questo sistema permetterebbe, in primo luogo, di lasciare libero l’utente di conferire il rifiuto quando ne ha effettivamente necessità, senza dover rispettare un calendario che spesso, soprattutto per chi ha abitazioni o spazi ridotti, diventa difficilmente perseguibile. Oltre a rendersi più presentabili e consoni rispetto ai vecchi cassonetti. Il sistema di raccolta smart consentirebbe inoltre all’Amministrazione di tenere sotto controllo i costi generali del servizio e, in futuro, di poter premiare con sconti in bolletta gli utenti che effettuano realmente la raccolta differenziata. Questo grazie ad una tessera e all’associazione delle informazioni sull’utilizzo dei cassonetti da parte dell’utente. Sostanzialmente, come avviene oramai nei più moderni sistemi informatici, i comportamenti dei cittadini saranno profilati secondo schemi di riferimento utili a riconoscere la reale capacità e volontà di effettuare la raccolta differenziata. Il nuovo sistema, così come proposto, permetterebbe di contenere i costi del servizio.
  • Emulare il Progetto “Wasted” di Amsterdam promuovendo la cultura del riciclo e della separazione dei rifiuti con un meccanismo a “premi” per i cittadini virtuosi. Più ricicli e più “Gettoni Verdi” ricevi, da utilizzare nelle attività del quartiere che aderiranno. Non solo si avrà più interesse a differenziare ma si aumenterà la percentuale di entrata nelle attività commerciali grazie ai buoni sconti conferiti. I dati testimoniano che tra i membri della comunità Wasted le abitudini sono veramente cambiate, prima il 52% della community riciclava abitudinariamente, adesso la percentuale è salita al 96%.
    ( https://www.31mag.nl/amsterdam-wasted-la-raccolta-differenziata-premi-green-coins-promuovono-la-cultura-ecologica/ )
  • Riciclabolario. Un vocabolario per orientarsi nel mondo della raccolta differenziata. (http://www.halleysac.it/c027007/files/Riciclabolario%20ComuneDiCeggia2014.pdf)
  • Telecamere. Installazione di sistemi di sorveglianza mirati ad accertare l’abbandono di rifiuti ingombranti da smaltire invece nelle apposite Isole Ecologiche.
  • Predisporre dei cassonetti elettronici sul lungomare per la raccolta del vetro in collaborazione con gli esercenti della zona, che saranno incentivati ad erogare premialità come ad esempio una consumazione in base al numero di bottiglie riciclate;
  • Educazione civica. Disporre diversi cassonetti in vari quartieri per la raccolta della plastica con display che illustra bottiglie immesse nel cassonetto e l’obiettivo (es. 200 bottiglie) in modo da incentivare a buttare anche qualche bottiglia lasciata fuori. Il premio potrebbe essere anche in questo caso un voucher per un aperitivo o una pizza in base ai locali presenti in zona che aderiranno;
  • Repressione degli smaltimenti illeciti di rifiuti da demolizioni e materiali inerti: la Polizia Municipale durante i controlli ordinari di pattugliamento dovrà segnalare i mezzi carichi di materiali inerti e verificare se siano in possesso dell’autorizzazione necessaria al trasporto di rifiuti. In tutti i casi entro 48 ore il proprietario del mezzodovrà dimostrare l’avvenuto smaltimento in discarica del materiale, indipendentemente dalla DIA/Pratica Edilizia presentata presso gli uffici preposti;
  • Rapporti con ENI.
    Occorre portare finalmente all’incasso il credito vantato dalla nostra Città nei confronti di Eni.
    I punti cruciali che si dovranno affrontare sono cinque:

1. Revisione del POB FASE 2 riguardante una parte del sito dello stabilimento ex Pertusola, che nel POB FASE 2 è indicata come “Area ex Impianti”. Si tratta di un’area di circa 25 ettari dello stabilimento che per decenni è stata utilizzata come area di stoccaggio e lagunaggio delle ferriti di zinco. Quest’area è stata quasi completamente ignorata nel progetto di bonifica, nonostante sia una delle aree più contaminate d’Europa da metalli pesanti cancerogeni. In quest’area gran parte dei suoli saturi profondi a contatto con la falda sono contaminati, per cui non è interrotto il percorso diffusivo degli inquinanti, che è il principio fondamentale della messa in sicurezza permanente di un sito. In altre parti del sito i suoli saturi profondi a contatto con la falda contaminati sono invece trattati con la tecnologia della stabilizzazione/solidificazione;

2. Rinnovo della Convenzione ENI/IONICA GAS (del 2008) legata ai danni da subsidenza provocata dall’estrazione del gas naturale. Questa convenzione, prevedeva in alcuni punti il rinnovo alla scadenza di tre anni (2011), mentre la fornitura di sei miliardi di metri cubi di gas naturale devettoriato doveva protrarsi sino al 2020. Quel famoso gas devettoriato non ha portato nelle casse comunali nemmeno un centesimo.

Le pattuizioni che saranno contenute nel nuovo atto di convenzione dovranno pure riformulare l’obbligo in capo all’Eni di finanziare un adeguato monitoraggio e studio che sarà attuato da un soggetto qualificato e terzo del fenomeno della subsidenza, obbligo già previsto nella precedente Convenzione ma rimasto inattuato.

Più in generale il rinnovo della Convenzione dovrà considerare e perciò contemplare il recupero di tutti i mancati benefici che il Comune avrebbe già dovuto ottenere, entro la data di scadenza dell’atto di convenzione .

3. Riconoscimento del danno ambientale dovuto alle scorie interrate in città. L’attività di recupero della scoria del forno cubilot dello stabilimento ex Pertusola è stata fatta in gran parte in maniera non conforme al D.M. 5 febbraio 1998, per cui qual materiale ancora oggi è un rifiuto (Stabilito alla dalla Suprema Corte di Cassazione). Solo per la Scuola San Francesco la bonifica del sito costerà 12.5 milioni, senza considerare che l’Amministrazione comunale ha pagato dal 2010 circa un milione di euro per la locazione di nuovi locali;

4. Danno residuale per il sito industriale in quanto la bonifica prevista dal POB FASE 2 non permetterà la restituzione del sito perché con la messa in sicurezza permanente i suoli contaminati non saranno mai utilizzati, limitando in tal modo lo sviluppo della città nella parte a nord;

5. Definizione di un protocollo che consenta di neutralizzare e mettere in sicurezza in modo definitivo i depositi di scorie che dovessero essere individuati nel corso di lavori di scavo, tale protocollo consentirà anche di riappropriarci di strutture esistenti ad oggi inutilizzabili.

Ci si potrà avvalere di parte dei 70 milioni di euro ancora oggi inutilizzati, il cui impiego era stato demandato al Commissario per la bonifica. Tali risorse potranno essere utilizzate allo scopo di eseguire una mappatura delle aeree che necessitano di un intervento di bonifica per la sua realizzazione.